Filosofia

Quali sono le questioni fondamentali della filosofia? Discute brevemente questo punto il professor Zaccaria, mettendo a fuoco in particolare la questione che le racchiude tutte: la questione dell’essere.
A partire da quali di queste domande vengono lasciate aperte e a quali viene invece data una risposta-tentativo non discussa, si costituiscono specifiche indagini del sapere quali la filosofia politica, la teologia, le scienze.

Il professor Natoli affronta qui il tema dell’intelligenza artificiale a partire da due interrogazioni fondamentali: che è l’uomo? che è l’intelligenza? Attraverso intuizioni di grandi pensatori e scoperte paleontologiche, si può provare a far vedere come l’intelligenza si articola con l’articolazione della mano, e cioè con la manipolazione del mondo. Ma qual è il rapporto fra intelligenza, mano e calcolo? La coscienza è “calcolabile”?

Che cosa intendiamo con “intelligenza artificiale”? Succede spesso di confonderla con una qualunque tecnologia avanzata di ingegneria informatica in grado di sostituire l’uomo in una certa mansione. Queste ultime sono certamente tecnologie intelligenti, nel senso che sono idee geniali, ma non sono espressione di un’intelligenza analoga a quella che ci distingue. E qual è la linea di confine fra tecnologie avanzate considerate intelligenza artificiale e quelle escluse da questa categoria? Che cos’è il test di Alan Turing? E’ una valida strategia per dirimere questa questione?
Ne ha parlato il professor Varzi per ScienzaNuova alla sua quinta edizione, dedicata proprio all’IA.

Intuizione e costruzione: in “Tentativi esatti nel dominio dell’arte” (1928), Paul Klee distingue per queste due nozioni un’accezione scientifica e un’accezione artistica. Guidati dal professor Ivo De Gennaro, vediamo come l’artista coglie la necessità di intuizione e costruzione nel campo delle scienze esatte (in particolare matematica e fisica) rispetto al loro ruolo nella creazione artistica.

Si noti che, mentre per parlare DI matematica e fisica è necessario essere rispettivamente matematici e fisici, si può ragionare brillantemente SU matematica e fisica senza avere una formazione scientifica. Questo perché le scienze esatte non hanno come oggetto di studio loro stesse, e anche volendolo non possono: le ipotesi e gli strumenti di cui si servono non provengono dai loro domini.

Quando ci occupiamo di questioni ontologiche, vogliamo distinguere ciò che esiste in modo fondato da altre “miopie”. Vogliamo capire che cosa esiste “veramente”. D’altronde, per analizzare la questione non possiamo risalire ad Aristotele poichè questi non poteva occuparsi propriamente di ontologia. Il termine infatti fu coniato solo nel XVII secolo da Jacob Lorhard. Partendo da qui, il professor Varzi, nel seminario che ha tenuto per ScienzaNuova 2019, traccia con chiarezza la storia del pensiero ontologico passando per Quine ed arrivando fino a Husserl, entrando nel merito delle questioni che i protagonisti di questa storia hanno sollevato.

Dopo il seminario del professor Zaccaria sull’ontologia dell’infinito (al link https://www.youtube.com/watch?v=qrbXGNaPNMM&t=108s) è nato un dibattito, scaturito anche dal diverso approccio all’infinito dei fisici in sala. I chiarimenti forniti dai professori Zaccaria e De Gennaro hanno permesso un chiarimento sull’originario senso dell’infinito.

“Il definitivo chiarimento dell’essenza dell’infinito, più che riguardare il campo degli specifici interessi delle scienze specialistiche, è necessario per la dignità stessa dell’umano intelletto.
L’infinito ha mosso l’animo dell’uomo più di ogni altra questione; l’infinito ha scosso l’intelletto e operato fruttuosamente su di esso quasi come nessun altra idea; ma l’infinito è anche bisognoso di un chiarimento come nessun altro concetto.”
Così David Hilbert inizia la sua conferenza in onore di Weierstrass nel 1925 e così il professor Gino Zaccaria inizia il suo seminario sull’ontologia dell’infinito al termine dell’edizione 2019 di ScienzaNuova. Partendo dal problema dell’ἄπειρον alla luce della metafisica di Aristotele e del pensiero di Anassimandro, il professore arriva a delineare un quadro dell’ontologia dell’infinito nella tradizione occidentale.
L’intervento si conclude con colori, suoni e parole di Giacomo Leopardi:
“Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.”

A seguito dell’intervento del professor Zaccaria, è nato un vivace dibattito con i fisici in sala. Lo potete trovare al link https://www.youtube.com/watch?v=WYHDzxzJ8NM.

La matematica è da alcuni secoli il linguaggio della scienza e qui viene impiegata per descrivere fenomeni, enti, previsioni a seconda dello specifico contesto scientifico. Non solo, ovviamente è essa stessa disciplina scientifica a se stante, ed è una disciplina scientifica parecchio particolare se si nota che è del tutto indipendente dal mondo dell’esperienza. Infatti, si può dire di sapere che cosa è un numero per il fatto di avere fatto esperienza dei numeri? Già, ma che cos’è un numero? Come nasce la matematica? Certamente non nasce dalle discipline che la applicano e nemmeno dalla matematica stessa. In questa lezione, il professor Ivo De Gennaro ci accompagna dentro il senso “originario” della matematica attraverso il pensiero di Platone e di Kant.

Il professor Zaccaria ci accompagna in un cammino pittorico con Cézanne, lasciandoci guidare dalle parole e da alcune opere dell’artista. Cézanne si accorge che il colore non è semplicemente una qualità cromatica delle cose, ma è l’essere stesso, che appare. A permettere questo stagliarsi del colore, e quindi delle cose, è il grande mago, “le grand magicien”. Per scoprire di chi si tratta, seguiamo l’artista sulle parole di Gino Zaccaria.

Una lezione sull’ontologia dell’arte tenuta dal professor Achille Varzi all’edizione 2020 di ScienzaNuova. Il filosofo si concentra su due tematiche principali: dapprima il rapporto fra Natura ed elemento estetico, poi il rapporto fra Natura ed elemento creativo/creatore. Partendo dalle posizioni di pensatori del passato e del presente, da Platone a Goodman, il professor Varzi cerca di rispondere alle domande:
1. dove risiede la Bellezza?
2. l’artista crea o scopre?