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Il mondo è bello? Se lo chiede il professor Vieri Mastropietro, fisico teorico dell’Università degli Studi di Milano. Si sente spesso parlare di bellezza nella scienza, basti pensare a quando si dice che un certo risultato è matematicamente bello o che una teoria è elegante. Dirac, uno dei padri della meccanica quantistica, addirittura sosteneva che le teorie fisiche debbano godere di bellezza matematica, quasi fosse un requisito per la validità della teoria stessa. Cosa si intende dunque con queste considerazioni “estetiche”, che apparentemente poco hanno da spartire con la scienza? Mastropietro ce lo racconta con la passione di un fisico che, dopo tanti anni nel mondo della ricerca, riesce a provare ancora stupore per la Natura e per il suo misterioso ordine che, ancora più misteriosamente, l’uomo riesce a cogliere col raziocinio.

Come ricercare la bellezza nella lingua?
La professoressa Elena Langella ci mostra come si struttura questa ricerca attraverso l’uso dei criteri estetici–linguistici di completezza, sistematicità ed economia e illustrando un caso studio per raggiungere una ricotruzione linguistica che sia propriamente “bella” ed “elegante”.

Si sente spesso dire in fisica che una certa equazione o una teoria è “bella”, “elegante”. Ma che vuol dire? In che senso dei criteri estetici possono essere applicati a una descrizione matematica della natura? Ne fa il punto il professor Carfora che, attraverso le parole dei padri della fisica moderna, ci accompagna in un viaggio dentro il senso scientifico della Bellezza.

Il lavoro di ricerca della professoressa Olivia Caramello l’ha portata sulle orme di Alexander Grothendiek (uno dei più grandi matematici del Novecento, vedi https://youtu.be/QtmpaxjAfmc) per giungere a sviluppare l’oggetto matematico di ponte (su cui ha prodotto parecchia divulgazione, vedi per esempio https://www.youtube.com/watch?v=aaHWWHnWqjI). Questo strumento permette al linguaggio matematico di trattare e unificare non solo diverse teorie scientifiche ma anche campi del sapere che apparentemente non sembrano parlarsi, individuandone gli “invarianti”. In questo intervento, la professoressa si concentra sul concetto di invariante e lo collega all’idea di simmetria. Sappiamo tutti che c’è un legame fra la simmetria e il Bello. Tuttavia, la simmetria, contrariamente al Bello, è un concetto molto ben definito in matematica. Che cosa si può dire allora a riguardo?

La medaglia Fields Laurent Lafforgue introduce il pensiero e l’opera di Alexander Grothendiek, il quale, malgrado oggi sia pressoché sconosciuto, è probabilmente stato il più grande matematico del XX secolo. Il suo lavoro ha portato a una vera e propria rivoluzione nell’ambito della matematica e il suo approccio alla ricerca, come testimoniato nella sua opera “La clef des songes”, aveva notevole spessore filosofico. Contrariamente a molti colleghi scienziati, Grothendiek non partiva da risultati già noti e acriticamente accettati, ma si poneva in ascolto della voce delle cose. Fenomenologicamente, potremmo dire che lasciava essere le cose e giungeva così a scrivere ogni giorno pagine di matematica nuova.

L’intervento del professor Lafforgue è in francese, sua lingua madre, ma è tradotto in tempo reale dal professor Ugo Moschella.