Filosofia

Il professor Zaccaria ci accompagna in un cammino pittorico con Cézanne, lasciandoci guidare dalle parole e da alcune opere dell’artista. Cézanne si accorge che il colore non è semplicemente una qualità cromatica delle cose, ma è l’essere stesso, che appare. A permettere questo stagliarsi del colore, e quindi delle cose, è il grande mago, “le grand magicien”. Per scoprire di chi si tratta, seguiamo l’artista sulle parole di Gino Zaccaria.

Una lezione sull’ontologia dell’arte tenuta dal professor Achille Varzi all’edizione 2020 di ScienzaNuova. Il filosofo si concentra su due tematiche principali: dapprima il rapporto fra Natura ed elemento estetico, poi il rapporto fra Natura ed elemento creativo/creatore. Partendo dalle posizioni di pensatori del passato e del presente, da Platone a Goodman, il professor Varzi cerca di rispondere alle domande:
1. dove risiede la Bellezza?
2. l’artista crea o scopre?

Spazio e Tempo. Due concetti apparentemente distinti e separati visti attraverso due approcci apparentemente lontani. L’uno filosofico, esposto dal professor Achille Varzi in “Esistere e persistere nel tempo”, e uno fisico, introdotto dal professor Mauro carfora in “Space(&)Time Unfolding”.

Il celebre dialogo fra Leibniz e Clarke (“luogotenente” delle posizioni di Newton) sullo spazio e sul tempo è commentato e analizzato dal professor De Gennaro. Questo tema è anticipato da un’ampia introduzione sulla metafisica di Leibniz e, in particolare, sul principio di ragion sufficiente che permette di chiarire bene i concetti e i presupposti delle posizioni di Leibniz.

Seminario tenuto nella giornata conclusiva della settimana meranese di ScienzaNuova (www.scienzanuova.org).
Per il testo scritto, si veda www.eudia.org.

La medaglia Fields Laurent Lafforgue introduce il pensiero e l’opera di Alexander Grothendiek, il quale, malgrado oggi sia pressoché sconosciuto, è probabilmente stato il più grande matematico del XX secolo. Il suo lavoro ha portato a una vera e propria rivoluzione nell’ambito della matematica e il suo approccio alla ricerca, come testimoniato nella sua opera “La clef des songes”, aveva notevole spessore filosofico. Contrariamente a molti colleghi scienziati, Grothendiek non partiva da risultati già noti e acriticamente accettati, ma si poneva in ascolto della voce delle cose. Fenomenologicamente, potremmo dire che lasciava essere le cose e giungeva così a scrivere ogni giorno pagine di matematica nuova.

L’intervento del professor Lafforgue è in francese, sua lingua madre, ma è tradotto in tempo reale dal professor Ugo Moschella.

Facendo seguito alla presentazione del professor Mauro Carfora, che trattava le misure del tempo da un punto di vista fisico (https://www.youtube.com/watch?v=OY_opoqfdcI&t=2s), il professor Achille Varzi riprende lo stesso tema alla luce di una determinata riflessione filosofica. Partendo dal chiedersi che cosa effettivamente misuriamo quando diciamo di misurare il tempo, il professore passa a specificare in che senso la misura è relazionale per poi approdare a chiarire che cosa intendiamo quando distinguiamo fra un tempo storico “esterno” e un tempo personale “soggettivo”. Da qui, attraverso viaggi nel tempo e fantascienza, entra in gioco il tema del determinismo. Si raccomanda, per una piena comprensione dell’intervento, la visione di Terminator (almeno uno).

I professori Vieri Mastropietro (fisica) e Gino Zaccaria (filosofia) dialogano sull’idea di tempo come fenomeno emergente.

Che cos’è la lingua? E’ riconducibile al linguaggio, inteso come codice comunicativo, oppure no? O è forse il linguaggio una caratterizzazione particolare di una ricchezza? I professori Gino Zaccaria e Ivo De Gennaro in questo intervento per ScienzaNuova 2017 cercano di chiarire la questione, indagando anche gli esempi classici dell’uomo primitivo e del bambino.